domenica 20 febbraio 2011

Modifiche alla Porrettana: quando le amministrazioni si dimostrano ignoranti.

Dopo anni di proteste e richieste di miglioramento del servizio, perennemente inascoltate, ecco che arriva una svolta per quanto riguarda la ferrovia Porrettana. L'assessore regionale ai trasporti, Luca Ceccobao, annuncia che verrà attutata sulla linea, a partire dal 28 febbraio, una "integrazione con il trasporto su gomma". Viene da chiedersi se il sig. Ceccobao abbia presente di quali zone sta parlando, dal momento in cui chiunque abbia visitato i paesi di San Mommè, Castagno e Corbezzi sa che la strada statale Porrettana, sulla quale transiterebbe il trasporto pubblico su gomma, dista chilometri dai centri abitati. In particolare, il paese di Corbezzi dista circa 1 km dalla statale Porrettana, San Mommè oltre 2 km, mentre per quanto riguarda Castagno non si pone neppure il problema, dato che la strada statale passa da tutt'altro posto rispetto a dove si trova il paese. Come si può parlare di "integrazione con il trasporto su gomma"?
Sostituendo l'ultimo treno della giornata da Porretta per Pistoia con autobus ed insistendo nel non far fermare a San Mommè il neo ultimo treno della giornata, con transito alle 18 circa, si verifica che l'ultimo treno disponibile per fare ritorno a Pistoia è quello delle 15.45, si può considerare questo un servizio pubblico?
Ci si aspetterebbe dalle istutuzioni locali un intervento al fine di salvaguardare il servizio nei confronti dei residenti dei paesi penalizzati dalle modifiche, ma la presidente della provincia, Federica Fratoni, sulle pagine de La Nazione di domenica 20 febbraio scrive: "sicuramente il taglio ci sarà perchè 180 passeggeri e 22 corse sono eccessive". Vorrei ricordare alla presidente della provincia che per Trasporto Pubblico Locale si intende l'insieme delle diverse modalità di trasporto pubblico che, su scala urbana ed extraurbana, consentono l'esercizio del diritto alla mobilità dei cittadini su scala locale. Signora Fratoni, come può garantire tutto questo una fermata dell'Autobus a oltre 2 km dal centro del paese, oltretutto in zone montane soggette a frequenti nevicate nei periodi invernali?
Dopo aver giustificato i tagli viene da pensare che stia parlando ironicamente la presidente Fratoni quando scrive: "Confidiamo dunque in una soluzione che allarghi il tragitto della ferrovia anche all'area metropolitana fino a Prato e Firenze. Sarebbe un'importante valorizzazione della montagna".
Insomma, prima di parlare della ferrovia Porrettana i nostri cari politici sarebbero invitati a farvi un viaggio e raggiungere i paesi col nuovo servizio via bus, ma non sarebbe male se prima si informassero anche sulla storia della ferrovia Porrettana: fu infatti la prima ferrovia a collegare l'Emilia Romagna e la Toscana, scavalcando l'Appennino. Inaugurata nel 1864 da Vittorio Emanuele II, è considerata una tra le più grandi opere ingegnieristiche del secolo, tant è che i progetti per la realizzazione delle sue gallerie furono studiati per la realizzazione del Tunnel del San Gottardo. Qualunque amministrazione promuoverebbe una valorizzazione di un tale pezzo di storia presente sul suo territorio, ma non viene certo da meravigliarsi se l'amministrazione pistoiese si mostra totalmente indifferente.

Stefano Carlesi